CONSULENZE TECNICHE IN AMBITO PENALE

Grazie alla lunga esperienza istituzionale, maturata nel corso delle indagini grafologiche effettuate per conto dell’Autorità Giudiziaria in veste di Perito per il Giudice e PM, il Dott. FAUSTO MASELLI  è in grado di offrire assistenza tecnica completa ed approfondita nelle vesti di CTP con la produzione di pareri tecnici ( verbali o scritti ) e   elaborati peritali di valore assoluto ed impareggiabili,   in  grado di indirizzare favorevolmente  l’esito della consulenza.

Nel  rispetto delle norme deontologiche e del segreto professionale, in qualità di CTP svolge diverse e delicate mansioni. Verifica che la consulenza svolta dal PERITO (ambito penale) o CTU (ambito civile) sia improntata all'insegna dell'oggettività, effettuata con correttezza, svolta con chiarezza, precisione di metodo di lavoro, criteri interpretativi e verificativi tra di loro interdipendenti e non contraddittori e il rispetto di  procedure che permettono la ripetibilità dell'indagine. Partecipa alle operazioni peritali, invia  note tecniche preventive, produce osservazioni ed  assiste  il legale per la formulazione dei quesiti, monitorando  l'attività del consulente nominato dal Giudice o PM.


Normativa in ambito penale ai sensi del c.p.p.


La perizia Grafica

Con il termine "perizia" si intende il lavoro peritale conferito dal giudice giudicante in materia penale in fase dibattimentale, ovvero nella fase in cui è iniziato il processo a carico di una o più persone imputate di un certo reato.  In realtà gli accertamenti tecnici in materia penale possono iniziare molto prima della fase dibattimentale e possono essere disposti o richiesti dai diversi soggetti del processo e possono riguardare la parte offesa o l'imputato o il PM, avremmo quindi: il parere verbale o scritto, il  parere pro-meritate (giurato o no) o la consulenza tecnica richiesta dalla parte o un accertamento richiesto dalla procura della repubblica con incarico ad un consulente di fiducia.

Il Perito in sede penale.

In sede penale la perizia può essere disposta nei vari gradi del procedimento dal giudice, dal pm, dal GIP e dal GUP.

E' ammessa ai sensi dell'art. 220 del c.p.p. dove è stabilito che <la perizia è ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati e valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche>. Il consulente nominato nel procedimento penale assume la denominazione di "perito". Il giudice o pm,  nomina il perito scegliendolo tra gli iscritti nell'apposito albo o tra persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina. Quando le indagini e le valutazioni risultano di notevole complessità ovvero richiedono distinte conoscenze di differenti discipline, il giudice può affidare l'espletamento della perizia a più consulenti.

Il Consulente Tecnico di Parte  (CTP)

Ai sensi dell'art. 225 c.p.p., una volta disposta la perizia dal Giudice, il pubblico ministero e le parti private ( parte civile e imputato) hanno facoltà di nominare propri consulenti tecnici in numero non superiore, per ciascuna parte, a quello dei periti. L parti private, nei casi e nelle condizioni previste dalla legge sul patrocinio statale dei non abbienti, hanno diritto ada farsi assistere da un consulente tecnico appese dell Stato (art.225 c.p.p.). 

L'attività del perito

Le attività del perito sono disciplinate dall'art.228 del c.p.p. dove è precisato che il perito <procede alle operazioni necessarie per rispondere ai quesiti. A tal fine può essere autorizzato dal giudice a prendere visione degli atti, dei documenti e delle cose prodotti dalle parti dei quali la legge prevede l'acquisizione al fascicolo per dibattimento>. Può essere autorizzato ad assistere all'esame delle parti e all'assunzione delle prove, nonchè a servirsi di ausiliari di sua fiducia per lo svolgimento di attività materiali non implicanti apprezzamenti e valutazioni. Se il perito, ai fini dello svolgimento dell'incarico, richiede notizia all'imputato, alla persona offesa oppure al altre persone, le notizia e gli elementi in tal modo acquisiti possono essere utilizzati unicamente ai fini dell'accertamento peritale.

L'attività del Consulente tecnico di parte (CTP)

Al momento del conferimento dell'incarico al perito da parte del giudice possono essere già presenti i CTP e possono intervenire per presentare al giudice richieste, osservazioni e riserve, delle quali viene fatta menzione nel verbale (art.230 c.p.p. 1° comma). Il CTP può partecipare alle operazioni peritali e può proporre al perito specifiche indagini e formulare osservazioni e riserve, delle quali il perito deve dare atto nella sua relazione tecnica (art. 230 c.p.p. 2° comma).

Se nominati tardivamente, ossia dopo l'esaurimento delle operazioni peritali, i consulenti tecnici di parte possono esaminare le relazioni e possono richiedere al giudice di esaminare anche le persone, le cose ed i luoghi eventualmente oggetti di perizia  (art. 230 c.p.p. 3° comma)