Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Curabitur pharetra dapibus pharetra. Donec interdum eros eu turpis pharetra et hendrerit est ornare. Etiam eu nulla sapien. Nullam ultricies posuere nunc, eget mollis nulla malesuada quis.

INCHIOSTRO

Utilizzato già nel terzo millennio a.c.  dagli Egizi venne perfezionato e industrializzato dai Cinesi che misero in commercio sotto forma di barrette l’impasto prodotto a base di nerofumo, colle, acqua, bianco d’uovo, cinabro e muschio.

In Europa nel XV secolo si sviluppo un nuovo tipo d’inchiostro per la pressa tipografica di Gutemberg. Un inchiostro oleoso simil-vernice  che sostituì i due tipi d’inchiostro utilizzati sino ad allora per la scrittura greco e romano (fuliggine, colla ed acqua)

TIPI DI INCHIOSTRI

Con lo sviluppo della chimica sono stati prodotti nuovi tipi d’inchiostro.                   Gli inchiostri da scrivere “classici”, utilizzati in passato,  erano costituiti da soluzioni acquose di acido tannico o gallico e solfato di ferro, addizionati di coloranti organici, antisettici e piccole quantità di acido.                                                         Gli inchiostri stilografici attuali sono costituiti prevalentemente da soluzioni acquose di coloranti organici acidi, neri, blu o rossi, con aggiunta di specifici additivi per migliorare la scorrevolezza ed evitare lo spandimento sulla carta poco collata.

Inchiostri per penne a sfera: sono a base di soluzioni di coloranti in solventi poco volatili, quali glicoli e eteri di glicoli in cui si possono aggiungere resine o cere.

Inchiostri per pennarelli con punta in feltro o in fibra di plastica: sono a base di coloranti organici acidi o basici ed un veicolo in cui l’acqua è parzialmente o totalmente sostituita con solventi idrosolubili quali glicoli o glicerina.

 Inchiostri di china: generalmente a base di soluzioni acquose alcaline di gomma laccata e borace in cui viene disperso il nerofumo oppure vengono disciolti dei coloranti organici.

Inchiostri indelebili: a base di prodotti resistenti agli agenti chimici e agli abrasivi normalmente impiegati per cancellare.

Inchiostri da stampa, al cui composizione e le caratteristiche sono condizionate dalla forma della stampante, dalle condizioni di stampa, dalle caratteristiche di resistenza dello stampato ( solidità alla luce, all’acqua, agli oli e grassi, ai solventi, resistenza allo sfregamento ecc.

COMPOSIZIONE DELL’INCHIOSTRO

L’inchiostro di base è costituito da un mezzo colorante  (pigmento) destinato a lasciare una traccia visibile sul supporto e da un fluido vettore (acqua, grasso, alcool)  che lo trasporta sul supporto, dove può evaporare o essere assorbito, lasciando una traccia più o meno permanente sul supporto. I pigmenti e i fluidi vettori variano a secondo del supporto, del colore e del mezzo scrivente utilizzato.

Un pigmento è una sostanza insolubile e colorata, che macinata finemente, colora il punto del supporto su cui è depositata. Più un pigmento è fine e suddiviso, più risulta coprente e più alta è la usa resa tintoriale.  L’inchiostro può essere classificato in base a numerose caratteristiche: il colore, l’aderenza, la permanenza, l’indelebilità, la resistenza alla luce, agli agenti chimici, all’acqua, la conservazione, stabilità, scorrevolezza e densità, odore e piccole dosi di additivi che spesso caratterizzano e rendono unico e riconoscibile il prodotto permettendone l’identificazione.  

STRUMENTI SCRITTORI

I principali strumenti scrittori

PENNA STILOGRAFICA.  Simile al pennino ma con punta arrotondata. L’inchiostro viene trasmesso per capillarità; gli si aggiunge della glicerina affinché sia più fluido. Il tracciato è sfumato come una pennellata, pieno, compatto e opaco, con bordi sfrangiati per l’effetto capillarità. La tenuta può essere perpendicolare, orizzontale o obliqua. Può dare diversi effetti di pressione.

MATITA. Le prime tracce si trovano in Inghilterra attorno al 1600. Composto dall’unione di grafite e argilla in  cottura. Il tracciato corrisponde ad un deposito di polvere con lucentezza metallica e untuosità visibile  sulla carta, lasciato per attrito dato  che la carta è sempre ruvida. Anche se cancellato con cura, la mina lascerà sempre qualche micro traccia di grafite intrappolata tra le fibre del tessuto cartaceo.  Altro segno indelebile  è il solco generato dalla mina sulla carta, la cui profondità è correlata alla pressione esercitata dalla mano sulla carta e dal tipo di mina impiegata. (B-H-HB) .  Esso può essere evidenziato   con gli IR  anche al disotto dell’inchiostro lasciato da una penna biro.  

PENNA A SFERA. E’ chiamata anche BIRO, dal nome del suo inventore, il giornalista ungherese jozsef Birò.   Lo strumento è costituito da una microsfera di metallo del diametro compreso tra 0,38 e 1,6 mm, alloggiato in una sede che ne permette il continuo ruotamento.  Quando la mano muove la penna  sul foglio esercita una pressione sulla sfera, la quale per effetto dell’attrito  offerto dalla superficie della carta costringe la sfera a ruotare su se stessa. La sfera, a sua volta, essendo a contatto con l’inchiostro liquido disposto all’interno del serbatoio, trasferisce l’inchiostro dal serbatoio alla carta proprio grazie al rotolamento della sfera. L’inchiostro è a base oleosa e viscosa in modo da rendere lento  lo scorrimento e pulito il deposito per caduta, lasciando una specie di pellicola. l tracciato si caratterizza per delle striature e dal tratto netto dei confini. Fornisce parecchie informazioni sulla pressione usata  ( solco ), sulla velocità  e sul verso del tracciato.

ROLLER. Il principio di  funzionamento è lo stesso della Biro, c’è sempre la sfera che rotola per trasferire l’inchiostro sulla carta. La  diversità è nell’inchiostro che ha una base acquosa e essendo meno viscoso  tende a permeare più profondamente e ampiamente la carta.

GEL. Stesso principio di funzionamento della Biro.  L’inchiostro utilizzato viene sospeso in una soluzione a base di gel. E’ impermeabile e resistente alla luce, ed è anche di solito privo di acidi, il che lo rende l’inchiostro da scegliere per scritti da conservare nel tempo. La lucentezza è diversa secondo il tipo di pigmento, può essere metallica, fluorescente o al contrario opaca e lattiginosa. Nei tratti sovrapposti vi è maggior  deposito di inchiostro della biro poiché essa stende una pellicola che sovrapposta viene stirata.

PENNARELLO. La punta è composta da un tampone di feltro  che viene impregnato con l’inchiostro a base alcoolica  o d’acqua con pigmenti diversi che generano il colore desiderato.  La punta può essere più o meno dura e si riveste d’inchiostro per capillarità. Il tracciato è pastoso, coprente, compatto, omogeneo e fluido. Può presentare bordi leggermente sfrangiati a causa della punta in feltro che non penetra con facilità nella carta. 

DATAZIONE INCHIOSTRI

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Curabitur pharetra dapibus pharetra. Donec interdum eros eu turpis pharetra et hendrerit est ornare. Etiam eu nulla sapien. Nullam ultricies posuere nunc, eget mollis nulla malesuada quis.